Cravatta in Senato: quando la tradizione vince sulla modernità

Avere il privilegio di entrare al Senato della Repubblica non è certo cosa da tutti, ma anche chi ne avesse la possibilità non potrà farlo… se non indossa la cravatta! Ebbene sì, chi si reca a Palazzo Madama deve mostrarsi con un abbigliamento consono all’importanza istituzionale del luogo, che prevede tassativamente l’impiego della cravatta, anche se non mancano le persone che auspicherebbero norme meno severe.

Busto di uomo in giacca blu e cravatta rossa che tiene in mano una valigetta di pelleA chi si deve l’introduzione dell’obbligo della cravatta in Senato? Contrariamente a quanto si potrebbe pensare non si tratta di una regola risalente agli albori della Costituzione, bensì di una norma voluta da Francesco Cossiga nel 1984 all’epoca in cui il noto personaggio politico ricopriva l’incarico di Presidente del Senato.

Compie dunque trent’anni la cravatta obbligatoria in Senato, al punto che agli ingressi di Palazzo Madama sono a disposizione accessori “di cortesia” per giornalisti, portaborse o visitatori che pur essendo accreditati per l’ingresso ne risultano sprovvisti. Naturalmente non sono mancate in questi anni le voci di dissenso da parte degli esponenti politici che vorrebbero godere di una maggior libertà nei luoghi istituzionali.

Francesco Speroni con una cravatta multicolor

Francesco Speroni in una foto d’archivio (Fonte: Il Sole 24 Ore)

Nel 1992, ad esempio, Francesco Speroni si presentò in Senato con una cravatta texana sostenendo che sul regolamento c’era scritto che «bisogna portare la cravatta, ma non c’è scritto che dev’essere una cravatta italiana». Lo stesso esponente leghista durante il suo periodo di attività politica divenne famoso per le sue cravatte dai colori improbabili e decorate persino con vignette e caricature.

In epoche più recenti non sono mancate altre iniziative incentrate proprio sull’abbigliamento, come ad esempio nel caso dei senatori del Movimento 5 Stelle che in massa nel luglio 2013 si sono tolti giacca e cravatta in segno di protesta. In questo caso però una delicata vicenda politica era alla base delle motivazioni del gesto, e non il desiderio di protestare contro le formalità imposte da Palazzo Madama nel vestirsi.

La cravatta dunque rimane, ed è senza dubbio destinata a rimanere, un aspetto vincolante dell’abbigliamento dei Senatori della Repubblica e di tutte le persone che varcano le porte di Palazzo Madama. Anche se ad alcuni potrebbe sembrare una norma anacronistica, in realtà dietro a questa imposizione si cela la volontà di onorare e rispettare uno dei fulcri delle istituzioni democratiche italiane.

 

Cravatta verde righe in contrasto

Cravatta verde righe in contrasto

Cravatta jacquard tortora

Cravatta jacquard tortora

Cravatta a quadri blu navy & bianco

Cravatta a quadri blu navy & bianco